ARCHIVIO BATTERISTI / Mike Mitchell

 

Negli ultimi quattro anni è stato più volte premiato dalla rivista DownBeat Magazine e citato come artista in tante altre pubblicazioni a livello mondiale. Ha lavorato con Christian McBride (contrabbasista di fama mondiale) e Antonio Hart, sassofonista che ha registrato con leggende come Dizzy Gillespie e McCoy Tyner. Ma stiamo solo graffiando solo la superficie di ciò che Mike Mitchell ha già compiuto (nonostante la giovane età).

Nato a Fort Worth (Texas), suona da quando ha 2 anni, esercitandosi su brani Motown e degli Earth, Wind & Fire. A 14 anni si iscrive alla “Booker T. Washington High School”, dove inizia a studiare jazz e dalla quale sono passati artisti del calibro di Roy Hargrove, Keith Anderson, Erykah Badu, Norah Jones, Edie Brickell e il batterista degli Snarky Puppy Robert ‘Sput’ Searight (a cui è stato dedicata questa rubrica per il mese di Maggio 2017 – clicca qui per leggere).

Come batterista, Mitchell è una centrale elettrica dietro il kit, cimentandosi in molteplici generi musicali. Ma il suo suono non è facile da descrivere, come ammette facilmente. “Sto ancora cercando”, dice. “Voglio avere il mio stile indipendente e la mia voce. La maggior parte dei batteristi sono in grado di ascoltare un album e dirvi immediatamente chi è il batterista. Questo è il mio obbiettivo”.

Influenzato da batteristi jazz fusion come Tony Williams, Jack DeJohnette e Lenny White, tra le sue icone cita anche batteristi rock come l’omonimo Mitch Mitchell, Keith Moon e John Bonham.

Nel 2012, Mitchell è a New Orleans con il Thelonious Monk Institute of Jazz e si ritrova ad esibirsi in un gruppo guidato da Herbie Hancock, uno dei più celebri e influenti artisti jazz fusion di tutti i tempi.

Nel 2013, un video di Mike Mitchell di YouTube cattura l’attenzione del pioniere jazz Stanley Clarke, storico bassista che ha venduto milioni di dischi. Clarke decide di conoscere questo giovane talento e scrive al tastierista di Dallas Bobby Sparks, un musicista che ha lavorato con artisti come St. Vincent, Ray Charles e Prince, che conosce Mitchell sin da bambino, chiedendogli di metterlo in contatto con lui. “Pensavo stesse scherzando e ho riattaccato” ricorda. Mitchell qualche settimana dopo vola a Los Angeles, dove vive Clarke. Il tempo di fare qualche jam session con lui e viene ingaggiato per il Tour Mondiale del 2013 con la Stanley Clarke Band e il successivo album “Up” (2014).

Ad oggi è uno dei batteristi più richiesti per jazz e fusion.

 

 

ENDORSEMENTS:

  • MAPEX – drumkit
  • MEINL – piatti
  • VIC FIRTH – bacchette
  • REMO – pelli

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